Decidere di iniziare un percorso di psicoterapia è un atto di coraggio. Spesso ci si arriva dopo lunghe battaglie interiori e, purtroppo, dovendo ancora fare i conti con qualche pregiudizio esterno. Molte persone raccontano, durante il primo incontro, di aver tenuto quel numero in rubrica per mesi prima di trovare la forza di chiamare. Ma cosa succede una volta varcata quella soglia? Perché quel legame è così difficile da spiegare a chi non lo ha mai provato?
Un legame unico nel suo genere
Citando Nancy McWilliams, è estremamente complesso descrivere a parole ciò che accade nelle stanze della terapia. La relazione terapeutica non somiglia a nessun’altra relazione sociale convenzionale: è un legame unico, profondamente emotivo e spesso radicato nell’inconscio.
Il primo colloquio ha un obiettivo fondamentale: creare un “buon incontro”. È uno spazio di ascolto profondo e accoglienza dove si inizia a dare forma alla domanda che ha spinto la persona a cercare aiuto.
La chiarezza come base della fiducia: il Consenso Informato
Sebbene possa sembrare una formalità burocratica, il Consenso al Trattamento è in realtà il primo atto di cura. È un documento legale e deontologico che tutela entrambi e pone le basi della trasparenza.
Firmando questo documento (che per i minori richiede la firma di chi esercita la responsabilità genitoriale), il terapeuta garantisce la propria serietà professionale:
- Iscrizione all’Ordine: La certezza che il professionista sia regolarmente abilitato (verificabile sull’Albo Nazionale degli Psicologi).
- Metodo di lavoro: Viene esplicitato l’orientamento teorico, il tipo di prestazione e gli strumenti utilizzati (colloqui, test o questionari).
- Regole del percorso: Si definiscono orari, onorari e le modalità di disdetta.
- Privacy: Tutto ciò che riguarda il trattamento dei dati e la trasmissione al sistema Tessera Sanitaria.
Nota bene: Il consenso non è un vincolo eterno. Sia il paziente che il terapeuta possono revocarlo in qualsiasi momento. Per noi psicologi, è uno strumento terapeutico che serve a mantenere lo spazio di lavoro chiaro, stabile e rispettoso.
Piccoli “misteri” della terapia: il valore delle regole
Ci sono alcuni comportamenti del terapeuta che possono sembrare insoliti, ma che hanno un significato profondo per la protezione del paziente:
- Il saluto per strada: Se incrociamo un paziente fuori dallo studio, non salutiamo mai per primi. Non è snobismo, ma segreto professionale. Salutare per primi significherebbe palesare una conoscenza che il paziente potrebbe non voler mostrare in pubblico o davanti a terzi.
- L’orologio sotto controllo: Guardiamo l’orario perché il tempo della seduta è sacro. Dobbiamo assicurarci di non “aprire” temi troppo dolorosi o complessi a pochi minuti dalla fine, per garantire sempre una chiusura sicura e contenitiva.
- Il valore del silenzio: In seduta, il silenzio non è un vuoto da riempire, ma uno spazio prezioso. Serve a lasciare che i pensieri emergano senza interferenze, permettendo riflessioni più profonde che la frenesia del quotidiano spesso ci nega.
Lo spazio della terapia è un “altrove” dove le regole del mondo esterno si sospendono per lasciare posto alla verità della persona. Se senti di aver bisogno di quello spazio, sappi che quella fatica nel fare la prima telefonata è normale, ma è anche il primo passo verso un nuovo modo di ascoltarsi.
Riferimenti Normativi e Deontologici
La sezione dedicata al “Consenso Informato” e alle regole di condotta (come il non salutare per primi in pubblico) non deriva da libri teorici, ma dalla normativa italiana:
- Codice Deontologico degli Psicologi Italiani: In particolare l’Articolo 11 (Segreto professionale) e l’Articolo 24 (Consenso informato).
- Legge 18 febbraio 1989, n. 56: Ordinamento della professione di psicologo.
- GDPR (Regolamento UE 2016/679): Per quanto riguarda la parte sulla Privacy e il trattamento dei dati personali.
Riferimenti Bibliografici
- McWilliams, N., Psicoterapia psicodinamica, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2005.
- Winnicott, D. W., Sviluppo affettivo e ambiente, Armando Editore, Roma, 1970.
- Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
- Lingiardi, V., La personalità e i suoi disturbi, Il Mulino, 2014 (testo consigliato per approfondire il concetto di alleanza terapeutica citato nell’articolo).